SPORT E SALUTE, nel regno di Nepi, dove le deleghe non si mollano mai: ma ora al governo qualcuno inizia a preoccuparsi

Con oggi si chiude quello che potremmo narrare come il mese del Regno di Nepi.

E’ iniziato allo scoccare delle belle giornate di primavera con l’inaugurazione degli Internazionali di Tennis di Roma che si svolgono attorno al “suo” Foro Italico. Bella gente, pubblico sorridente, campioni internazionali, sponsor e uomini d’affari, terra rossa e prati fioriti. Da lì, lui contempla la sua opera evolvendo il bar del Foro (dove passa la pausa pranzo giornaliera) nel monumento al controllo dello sport.

Più di due settimane così, con l’agenda fitta di baciamano, per poi passare al galoppo al centro dell’altro grande evento mondano: Piazza di Siena. La splendida Villa Borghese si trasforma per pochi giorni nell’estensione orientale del Regno, al di là del fiume, che con oggi ha chiuso la sua kermesse. E un mese ininterrotto di gloria.

Mentre tutto questo accade, però, nelle stanze del governo qualcuno comincia a riflettere sul dilagare dell’amministratore delegato di Sport e Salute. Soprattutto a chiedersi come può un sol uomo occuparsi di così tante cose contemporaneamente, senza lasciare spazio ad altri.

Sì, perché a leggere il curriculum di Diego Nepi e le visure sia di Sport e Salute, sia del Parco Sportivo del Foro Italico, nelle stanze del vero potere romano qualcuno si domanda sempre più spesso: ma possibile che non molli mai un incarico?

A fare impressione è soprattutto la suddivisione dei compiti in Sport e Salute. Al presidente, Marco Mezzaroma, sono dedicate 11 righe, che descrivono i suoi compiti nella società, mentre all’amministratore delegato, la visura della camera di commercio dedica ben nove pagine di deleghe e responsabilità.

Il dado è dunque tratto. La discussione a Palazzo ha così preso una brutta piega, soprattutto alimentata da molti di Fratelli d’Italia che da sempre hanno il naso storto quando sentono il nome dell’ad (avrebbero voluto un altro al suo posto).

Qualcuno ha provato a difendere Re Diego, dicendo che è ovvio che l’ad abbia così tante deleghe, amministrare è il suo mestiere. E dall’altra parte è stato ribattuto: certo, ma possibile che dal 2014 non abbia lasciato una sola delega e le abbia solo aumentate?

Infatti a ben vedere le carte risulta che il 2014 è l’anno d’inizio dello strapotere di Nepi. Giovanni Malagò si “innamorò” di lui e gli diede fiducia (peccato che poi -aggiungono le malelingue- sia stato ricompensato con alcune pugnalate alle spalle), facendolo diventare “direttore marketing e sviluppo”, con addirittura la carica di procuratore, che in italiano vuol dire che può firmare gli affidamenti (all’epoca fino a 150 mila euro, oggi “sky is the limit” dicono gli americani).

Nel 2021, poi, la grande svolta con la nomina a direttore generale di Sport e Salute. Il 28 settembre, davanti al notaio, gli vengono conferite ben 33 deleghe: Nepi inizia a fare tutto e non molla niente; stipula contratti, suggerisce l’allocazione dei contributi agli organismi sportivi, affitta e sfitta immobili, assegna carte di credito aziendali, conferisce incarichi professionali a consulenti, firma mutui e finanziamenti, ridisegna i posti di lavoro, gestisce appalti, gare, progetti, eventi.

E nell’arco del 2022 le sue responsabilità aumentano con altri tre atti notarili, fino ad arrivare al 2023 quando il 3 agosto viene incoronato per la prima volta consigliere e amministratore delegato della società. A quella data Nepi diventa l’unico grande gestore di tutto, senza aver mai lasciato neanche la direzione marketing della società.

E a ciò si aggiungano la carica di amministratore unico del Parco Sportivo del Foro Italico, nonché le responsabilità delle tante società di scopo che gestiscono gli eventi.

Nepi è infatti direttore operativo degli Internazionali di Tennis, direttore generale del Comitato esecutivo del Golden Gala Diamond League di atletica leggera, direttore generale del Torneo 6 Nazioni di Rugby, direttore operativo degli Internazionali di Nuoto 7 Colli, direttore GP World Taekwondo Grand Prix Roma, direttore delle Next Gen Atp Finals Milano, direttore del World Tour Finals Beach Volleyball, direttore dei Campionati Mondiali di Street Skateboarding, vice presidente della Fondazione degli Europei di Atletica 2024 e, ovviamente, event director del Concorso Ippico di Piazza di Siena che si e’ chiuso oggi con la sfida più nota, impreziosita dal brand più famoso nella storia dell’orologeria di lusso: Rolex.

Chissà se proprio lì ha trovato il tempo di pensare a qualche nuovo incarico per espandere il Regno. Perché ormai il suo motto è chiaro: “Lo Sport? Dopo di me, il diluvio!”

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